Al momento stai visualizzando CARBURANTI: COSA SUCCEDE A FORLI’ E CESENA? BALZANI, FEDERCONSUMATORI:  “UNA CRISI CHE CAMBIERA’ IN PEGGIO LA NOSTRA VITA”

“UNA CRISI CHE CAMBIERA’ IN PEGGIO LA NOSTRA VITA”

“Credo manchi nella nostra provincia la piena coscienza di come la crisi dei carburanti sta cambiando e cambierà, per molto tempo, la condizione di vita di tantissime persone e famiglie, a partire da quelle con redditi medi e bassi”. A parlare è Serena Balzani, da tre anni alla guida di Federconsumatori Forlì Cesena, la principale associazione di consumatori della provincia. “A gennaio 2026 il costo medio della benzina era di 1,638 euro al litro, quello del gasolio di 1,657 euro. Nella giornata di ieri il prezzo medio in Emilia-Romagna è stato di 2,149 euro per la benzina e di 2,336 euro per il gasolio. Un pieno di 50 litri è passato da circa 82 euro a gennaio, per benzina e gasolio, rispettivamente a 107 e 117 euro oggi.”

Continua la presidente Balzani: “La decisione del Governo di ridurre progressivamente il taglio delle accise, prima con il superamento di quelle sulla benzina, poi con la riduzione ai minimi termini, fino all’azzeramento dal 5 ottobre di quelle sul gasolio, porterà assai probabilmente tra due settimane questo carburante al di sopra dei 2,5 euro al litro. Se oggi fare il pieno di gasolio costa 34 euro in più di gennaio, a ottobre saliremo a 42 euro, diretti verso i 50. In cambio dell’abbandono del taglio delle accise si procederà ad adottare un meccanismo complesso, quello delle accise mobili, che muoverà poco o nulla”.

E il bollo? “Si sta ridimensionando, giorno per giorno, il peso di un taglio che riguarderà meno della metà delle 274.000vetture circolanti nella nostra provincia e una percentuale molto più ridotta dei 57.000 motocicli. Ad una prima ricognizione il risparmio medio effettivo per ogni automobilista dovrebbe attestarsi tra i 40 ed i 50 euro. Si tratta di una media, ovviamente, ma provate a confrontarla con quanto stiamo pagando di più un pieno.”

E cosa sta succedendo nella nostra provincia, alla pompa? “La prima cosa è che la veridicità dei prezzi più bassi è tutta da verificare. I due distributori più economici della nostra provincia, come risulta dal sito Osservaprezzi, sono in Viale Roma e Viale Bologna. Quello in Viale Roma dichiara sul sito ministeriale di vendere la benzina e gasolio in modalità self a 1,954 e 2,018 euro al litro, rispettivamente 20 e 32 centesimi in meno della media regionale. Quello in viale Bologna propone la benzina a 1,959 ed il gasolio a 2,044. Dopo le segnalazioni di alcuni consumatori, che avevano attraversato la provincia per fare un pieno economico, abbiamo verificato che i due distributori sono entrambi fuori servizio, probabilmente da qualche tempo. Resta da capire chi modifichi il prezzo sul sito del Ministero, cosa avvenuta per l’ultima volta domenica sera alle ore 22. Il prezzo più elevato per il gasolio si trova nella rete autostradale, a Rubicone Est, con 2,5 euro al litro (2,499 arrotondato). Nella rete stradale svetta invece Cesenatico, dove un litro di gasolio costa 2,439 euro al litro, seguito da Forlimpopoli, Forlì e Bagno di Romagna con 2,399 euro. La benzina più cara di nuovo a Rubicone Est, con 2,269, mentre nella rete stradale, a Bagno di Romagna, si registrano 2,259 euro, seguita da Sarsina e Savignano. Un discorso a parte per il servito, che è una formula che riguarda circa il 10% dei consumatori, in parte cospicua anziani. Il record, nella rete stradale, è a Gambettola, dove il diesel servito è venduto a 2,739 euro, ben 38 centesimi in più del self. Personalmente trovo indecente applicare maggiorazioni simili, che per un pieno sfiorano i 20 euro, a fronte di un minuto di lavoro. Sia chiaro, le responsabilità di questa situazione sono soprattutto di chi ha aperto il vaso di Pandora in Medio Oriente, e dalle Compagnie petrolifere, che stanno macinando utili record. Ma anche i gestori di distributori debbono evitare eccessi come questi, quando sono loro a decidere il prezzo.”

In conclusione? “In conclusione dobbiamo ricordarci di quanto avvenuto tra il 2022 ed il 2023, con la sottovalutazione dell’inflazione che cresceva, con esiti disastrosi per lavoratori e pensionati. L’Italia è il Paese dove la perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni è stata la più forte. Negli ultimi 20 anni il reddito pro capite è sceso del -4%, contro il +18,2% medio europeo. La crisi non resterà confinata alla pompa, ma sta già dilagando nel carrello della spesa, dove nessuno sta monitorando la crescita dei prodotti a maggior consumo. Il 3,3% di inflazione registrata ad agosto rischia di essere un bel ricordo, se l’inflazione salirà verso il 5% nei prossimi mesi, trainata dal caro carburante, dal caro bollette, dal caro carrello. Gli effetti pesantemente negativi sulle fasce più deboli e sul ceto medio li abbiamo visti già pochi anni fa. E’ meglio che tutti mettano rapidamente questo tema al centro della propria agenda, con azioni concrete e percepibili.”

Nota: i dati dei prezzi alla pompa sono riferiti alle ore 17 di martedì 22 settembre.

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