Al momento stai visualizzando Fornitura di gas: le aziende venditrici ostacolano il rientro nel mercato tutelato.

Dopo la beffa della fine del mercato tutelato dell’energia, adesso le aziende venditrici ostacolano, per quei pochi che ne hanno ancora diritto, il rientro nel tutelato nel silenzio colpevole delle amministrazioni locali azioniste di queste stesse aziende.

Scandalosa. E’ solo con questo termine che Federconsumatori e SPI CGIL dell’Emilia-Romagna riescono a definire la condizione nella quale sono precipitate famiglie e cittadini dopo la decisione del Governo Meloni di non prorogare il mercato tutelato del gas, superando allo stesso tempo le agevolazioni fiscali in vigore da oltre due anni. L’unico aspetto positivo, per quanto insufficiente, riguarda la salvaguardia per i clienti definiti “vulnerabili” (gli over 75, i disabili, i percettori di bonus energia) che mantengono il diritto di rimanere o rientrare nel servizio di tutela. Per parte nostra avevamo richiesto di abbassare la soglia d’età, ma non abbiamo purtroppo ricevuto riscontro.

Ora, nel caos generato dalla pervicace volontà del Governo di penalizzare famiglie e cittadini, a partire dai più deboli, si associa il comportamento, anch’esso scandaloso, di molte aziende venditrici.

Anche in Emilia – Romagna ci giungono diverse segnalazioni sugli ostacoli che vengono frapposti dalle aziende rispetto al rientro nel mercato di tutela delle persone che ne hanno la condizione. Mancate risposte, lungaggini, rinvii, informazioni non corrette: questa la condizione di tante e tanti alle prese con l’esercizio di un diritto. Un diritto negato perché meno conveniente per le imprese del settore, come dimostrato dalle analisi di Federconsumatori. In Italia il mercato libero è un colossale bluff, con pressoché tutte le “offerte” superiori ai costi del mercato di tutela. Un grande affare per qualcuno, ancora una volta, un pessimo affare per gli italiani e le italiane.

Federconsumatori e SPI lanceranno una campagna informativa destinata agli utenti vulnerabili, per informarli dei propri diritti e della convenienza dell’adesione al servizio di tutela delle vulnerabilità.

Assieme a questo segnaleranno prontamente e pubblicamente gli ostacoli che dovessero essere frapposti all’esercizio di questo diritto dalle singole aziende presenti nella nostra Regione.

Allo stesso tempo è per noi indispensabile l’allargamento della platea coinvolta, a partire dall’abbassamento a 70 anni ed al riconoscimento della tutela alle famiglie con disabili, indipendentemente da chi sia il titolare dell’utenza.

Infine segnaliamo la preoccupante assenza, su questi temi, della politica e delle amministrazioni locali della nostra Regione, spesso azioniste delle imprese fornitrici. Un’ assenza che, con rare eccezioni, risulta pesantissima, in una fase tanto difficile economicamente e socialmente per cittadini e famiglie.

Emilia-Romagna, 20 gennaio 2024

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